giovedì 6 febbraio 2020

Incontro con la filosofia ZEN Udine aprile/maggio 2020


Le stagioni, il tempo, la vita - INSTALLAZIONI ZEN
Esplorazione della cultura giapponese antica

Dal 24 aprile al 11 maggio 2020
Casa della Confraternita
Castello di  Udine
Apertura mostra tutti giorni feriali dalle 16,00 alle 18,00
Sabati,domeniche e festivi-Mattina dalle 11,00 - 13,00 - Pomeriggio 16,00 - 18,00
PER VISITE IN ORARI DIVERSI prendere appuntamento al 3334147250
ENTRATA LIBERA  GRATUITA

PROGRAMMA PROVVISORIO


Lo Zen 
Antica tradizione spirituale giapponese nella quale il concetto di perfezione consiste nel vivere la propria vita quotidiana in maniera naturale e spontanea. Poiché lo Zen afferma che l'Illuminazione si manifesta nelle attività  quotidiane, esso ha avuto una enorme influenza su tutti gli aspetti della vita giapponese tradizionale insieme. 

La Ceramica Raku
Casualmente nel 1600, si scoprì che una certa argilla poteva essere cotta in un tempo ridotto. Nasce così il Raku. Viene perciò definita ceramica a cottura veloce; a bassa temperatura. Entra prepotentemente nella costruzione dell’oggettistica per la Cerimonia del Te. Assume in tal modo tutte le caratteristiche che si ispirano al pensiero Zen: ispirazione alla natura, semplicità e povertà nelle forme e nell’espressione artistica, Gli oggetti sembrano non finiti, improvvisati, lo smalto presenta dei “veri” difetti e tutto questo il pensiero Zen lo trasforma in Bellezza.

L’Origami

L'arte di ottenere, piegando più volte un foglio di carta secondo precisi schemi geometrici, figure di persone, oggetti, fiori, animali senza usare colla e forbici. L’origine dell’origami risale al periodo Heidan (714-1185 d. C.) della storia del Giappone ed è strettamente collegata ai riti religiosi dello Shintoismo: i primi modelli (una farfalla maschio e una femmina stilizzati) venivano applicati al collo delle bottiglie di saké durante le cerimonie nuziali. Ed è tutt’ora in uso la tradizione di legare a delle corde appese fuori dai templi fogli di carta piegati a “zig-zag” contenenti preghiere, affinché il vento, muovendoli, le porti più vicino alle orecchie degli dei.

Il Giardino ZEN

Tra tutti i giardini orientali, il giardino zen, o “Karesansui”, è il più famoso ed oggi piuttosto diffuso anche in occidente. Si tratta di un particolare tipo di “giardino secco”, nato nei monasteri zen per favorire la preghiera e la meditazione. Il suo aspetto è decisamente minimalista ed essenziale, composto principalmente da due elementi: pietre e sabbia bianca, ma nonostante l’essenzialità di forme ed elementi, questo crea un vero e proprio paesaggio, dove ogni elemento è espressione di un concetto. Il giardino Zen è infatti un luogo che simboleggia gli elementi naturali e facilita la meditazione comunicando calma e serenità. L’ equilibrio è il vero protagonista del giardino: non vi devono essere elementi troppo grandi, pesanti o scuri, oppure questi devono risultare controbilanciati da altri più piccoli, leggeri, chiari. E’ il principio dello Yin e dello Yang: ogni cosa è controbilanciata, ha il suo opposto, ma ciò non significa necessariamente simmetria, anzi, l’asimmetria e l' impressione di ordine stanno alla base della sua progettazione.



L’Haiku e il Senryu

L’Haiku è una poesia di tre versi ( 5-7-5 ) in cui vengono espressi concetti complessi e profondi in stile poetico ed ispirato mentre i Senryu sono pensieri umoristici in stile haiku .


La Cerimonia del Tè
Si tratta di un modo di preparare il tè verde che segue un rito in cui gesti e piccoli movimenti sono ripetuti con una sequenza ben determinata e generalmente si tiene presso ambienti tradizionali con tatami e/o con viste su giardini giapponesi.
Durante la cerimonia ci sono quattro aspetti principali da rispettare che sono stati imposti dal monaco buddista Sen no Rikyū e sono l’armonia, il rispetto, la purezza e la tranquillità.
Lo strumento forse più celebre durante questa preparazione è il Chasen, il frullino con il quale si mescola il tè verde che poi viene servito con un okashi, cioè un piccolo snack dolce ma dal sapore tenue che contrasta il sapore amarognolo del tè.


Il Bonsai
seminario informativo
a cura della associazione “Gruppo Bonsai - Arte nel Tempo”


Famosissima tecnica che consiste nel mantenere intenzionalmente nani, anche per molti anni, alberi tramite potatura e riduzione delle radici. Con questa particolare tecnica di coltivazione si indirizza la pianta, durante il processo di crescita, ad assumere le forme e dimensioni volute, anche con l'utilizzo di fili metallici guida, pur rispettandone completamente l'equilibrio vegetativo e funzionale.


Kokedama le piante volanti


Sembrano piante che volano ma si chiamano kokedama e basta guardarle per sentirsi avvolti in un’atmosfera zen. Il senso di pace è immediato. Sono tante e diverse, sempreverdi o fiorite, le piante che possono essere trattate con questa tecnica molto adatta ad addolcire la propria casa anche perché destinate a rimanere piuttosto piccole a causa delle esigue dimensioni della “palla” in cui radicano.


Lo Zen nelle pietre in equilibrio
Ne parla e dimostra  Luca Zaro


Per alcuni di noi, le pietre sono “esseri speciali”, silenziosi ed eterni nella loro storia fatta di milioni di anni passati in solitudine, calpestati per secoli e secoli da animali o da esseri umani senza aver mai avuto uno sguardo di ricambio.
Ogni pietra ha una sua storia, segni profondi e indelebili come le cicatrici sulla nostra pelle; ogni pietra ha un suo peso, una sua forma, una sua dimensione e soprattutto, un suo equilibrio. Le pietre in equilibrio è una disciplina mentale rivolta a porre in equilibrio pietre e massi di varie forme senza alcun supporto ulteriore a quello delle stesse forze di gravita’. Il balancing, vuole esaltare la forma di alcune pietre in un bilanciamento a volte al limite della “fisica” per ricordarci come la nostra vita spesso viva nel precario equilibrio tra passato e il futuro. Il balancing ha una stretta relazione con la pratica ZEN, sia nell’esecuzione che nel risultato, in quanto è essenzialmente un viatico per la meditazione, l’aumento della sensibilita’ mentale e la percezione dello scambio di energia tra il soggetto e la pietra da porre in equilibrio.
Tutti possono praticare quest’arte, tutti possono trarne beneficio dilettandosi in questa divertente forma d’arte effimera che dà eleganza e “spirito zen” ad una pietra; poi è solo questione di pazienza, creatività e respirazione.
Non c’è un trucco, non c’è magia se non quella che per creare l’equilibrio serve trovare il suo baricentro e 3 punti di appoggio dove in questo caso sono molto ravvicinati a volte nello spazio di uno o due millimetri.

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